la fine di un amore in musica

Ti svegli al mattino e lui non c’è.
C’è, invece, un bigliettino giallo, un post it, sopra lo specchio.
“Mi spiace, non posso più andare avanti. Non odiarmi”
D’accordo, questa era Carrie Bradshow di “Sex & the city”, ma sebbene non ci abbiano distrutto così platealmente il cuore, chiunque di noi ha conosciuto le pene di un amore finito.
E’ una specie di percorso a step, un viaggio a ritroso per ricongiungerci con quella “me stessa” che c’era prima e che troveremo ancora in fondo al tunnel, ma che, per ora, è solo un cumulo di macerie. 
Prende forma nella lacrima, si annida nella disperazione, vibra in cucchiaiate di gelato e Nutella, e scuote le menti in bicchierini di vodka e shopping senza freno.
Rimettersi in gioco, dopo la fine di una relazione, non è cosa facile e non tutte lo fanno allo stesso modo: c’è quella che si appropria del reparto geriatria della sua esistenza, dividendosi tra plaid e tisane, ogni benedetto venerdì sera; e quella che sfodera armi da Moana Pozzi e diventa la regina della disco e delle lenzuola.
Un cuore ferito conosce da sé i metodi migliori per risanare le proprie fratture.
Tuttavia, c’è una cosa che accomuna ogni donna piantata in asso dal presunto amore della vita: le canzoni d’amore.

Ed ecco la playlist perfetta (e un po' masochista), per affrontare la fine di una relazione [e sopravvivere a essa].

1- La solitudine. Laura Pausini.

Se non ti sei stra-fatta di pianti disperati e singhiozzi senza limite su questo brano, o sei una seduttrice seriale, oppure sei sorda.
Punto.

2- Se adesso te ne vai.  Massimo Di Cataldo.



Doveroso ascoltarla mentre si è in auto, consigliabilissimo che a guidare sia l'amica compiacente, che vi supporta e sopporta come nessun'altra al mondo. Scontata come un brutto maglione di Zara durante i saldi, la lacrima arriverà impietosa e imperiosa, e tutto questo non basterà a fare tornare lui; però, secoli dopo, avrete un ricordo spettacolare e ridicolo di voi, e potrete condividerne il paradosso, non male davvero.

3- Bella stronza. Marco Masini.

Un must, sempre verde, bella come Damiano di "Bake Off" .
Masini gli imprime quell'incazzatura, che risuona più poderosa del sentimento, sfoderando quel lessico da scaricatore di porto, bieco e putrido come poche altre cose!
Serve? No! Farà bene? Da morire!

4- Quando due si lasciano. Anna Tatangelo.

Lei sì che se ne intende di canzoni prossime al taglio della giugulare! 
Ne ha un repertorio più fitto del vello della Panicucci, prima edizione.
Qui va assaporata ogni parola, ogni pausa enfatica, dall’inizio. 
Consapevoli che è un attimo all’agguanto della lametta più affilata.
Avvertenze: tenere lontano dalla portata della Gilette.

5- Ed ero contentissimo. Tiziano Ferro.



L’unico cantante capace di trarre, nella sua rete, le nostre riottose anime in pezzi e farci sentire un po’ meglio, facendoci anche impennare quel tanto che serve l'ormone!
…perché oh, a lui, va così di sfiga, ma così di sfiga, che non si può ascoltare, senza captare dentro una sorta di sollievo, per noi stessi, che non siamo messi a merda quanto lui! 
… almeno quello... una panacea in vocalizzi insomma.

6- Tu come stai. Claudio Baglioni.

Forse le più giovani generazioni non conoscono questo inno per eccellenza alla disperazione generosa… Quando, ancora, non è subentrato il ribrezzo per la felicità altrui, e ancora si attende speranzosi un ritorno o, quantomeno, si augura benessere,  al posto dell’inevitabile fine funesta tra migliaia di sofferenze, che gli verrà augurata poi. 
...perché poi la sofferenza la si augura... e Dio sia lodato!

7- La mia storia tra le dita. Gianluca Grignani.

Ci vogliono tutti gli elementi della fine, ebbene si, anche la supplica: non te ne andare... rimani!

Tranquilla, che se anche stai qui stanotte, non ti scanno come un coniglio in calore.
Ma rimani. Pure la lusinga. Al contrario però.
“…e al posto mio tu troverai qualcun altro, uguale no non credo io”
Geniale, perché pure se la storia è finita ed io sono depressa come gli Avvoltoi de "Il Libro della Giungla", un minimo di spunta di orgoglio, eh no allora?

8- Cinque giorni. Michele Zarillo.



Sentirsi prossimi al suicidio, ed avere una folle esigenza di esprimere al mondo questo specifico sentimento di fallimento annientatore... 
Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere: cioè, con un verso così, con una parafrasi terrificantemente dilaniante, se ne va a spasso ogni poesia del Montale, perché nessun altro saprà dichiararvi il dolore con altrettanta intensità... diciamocelo!  Michele Zarillo uno di noi! 

9- Mi manchi. Fausto Leali.

Pezzone. Il dolore pregnante di un amore finito, ma con la carica autodepressiva che tutto può.
Il Faustino nazionale, e che vive in una casa che la SuperMamma mi indica in continuazione, ci assicura che stiamo male e staremo male, forse peggio.
E allora gridiamolo, umiliamoci a noi stessi e urliamo il nostro immenso cordoglio…
Dio benedica lui, la sua voce straziata e straziante e quella benedettissima cosa che è il cioccolato, post.

10- Ogni volta. Antonello Venditti.

Un uomo, un’emozione.
Vuole la leggenda che siano state più le persone che si sono lasciate di quelle che si sono messe insieme, ascoltando Antonellino… Ma è comprensibile!
Quando uno parla così bene della fine di un amore, influenza la gente e sobilla alla troncatura delle relazioni!
Per evitare pugnalate su pugnalate, tenere lontano dalla portata delle coppie che hanno appena cointestato un mutuo.

Special guest:

All by myself

A mo’ di Bridget Jones.

Sfatte nel trucco, con troppo alcool e troppi carboidrati in corpo. Così.  Dovete cantarla così.
E vi deve fare male dentro. Ma male male male. Altrimenti non funge…
E, finita la canzone, cambiate cd.
Passate alla Carrà…
…e se ti lascia lo sai che si fa?
Trovi un altro più beeeeellooooo
che problemi non ha!

Commenti

  1. Aggiungerei anche With or without you degli U2 ;)

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    1. mmmmh, non mi riesce di vederla come canzone spaccacuore FPERALE, ma ce ne sono parecchie che ho lasciato fuori...

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  2. Cara Patalice, la vita è fatta pure di delusioni, ma ciò non vuol dire che la vita continua, si chiude una strada e se ne apre altre due ce solo da scegliere.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. tante, troppe direi, ma le delusioni fanno parte dell'esistenza TOMASO, ed alle volte, due strade aperte davanti, sono confusione, non una soluzione!

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  3. Già a sentire il titolo di queste canzoni mi son depresso un po'..

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    1. esattamente l'effetto che devono fare PIETRO, è la loro natura, e bisogna averne cura dopotutto

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  4. Uh signur, mi hai fatto tornare indietro alla me adolescente che veniva sempre respinta!!! Ascoltavo esattamente queste depressissime canzoni!!

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    1. ...che brutto, bellissimo, periodo l'adolescenza SERENA...
      ha decisamente creato un surplus di aspettative negative nel corso degli anni

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  5. Ahaha, vero vero, e ce ne sono anhe di più moderne, tipo ESTRANEI A PARTIRE DA IERI, di non so chi (qualcuno uscito dalla DeFilippi) che conosco perché due miei amici si lasciarono e LEI dedicò a LUI questa canzone.

    Moz-

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    1. proprio tu MOZZINO mi richiedi modernità?
      il mondo sta veramente andando a scatafascio...

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  6. Per me la canzone di fine amore è e sarà sempre Zeta Reticoli dei Meganoidi.

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    1. tu hai uno strano gusto in fatto di musica MIKY, ma io sono una bimbaminkia, che posso capirne e saperne?

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  7. mah se una se lo merita, trovo molto utile mollare con un post it... è proprio spregio maximo.

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    1. oddio PIER, io credo che nessuna persona con la quale si sia stati abbia colpe così allucinanti da meritare la fine con un post it

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  8. tanto tempo fa seguivo un blog che più o meno si intitolava canzoni tristi e struggenti... :)

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    1. che gioioso blog doveva essere FEDERICA... certo che pure tu...

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  9. ed ero contentissimo è in testa alla mia classifica depressione...
    poi aggiungerei perdere l'amore di ranieri!!! :D
    .. ti segnalo anche what comes around goes around di justino timberlake - così per tirarci su con il mantra "la ruota gira"!! ;)

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    1. beh, Tiziano Ferro ha il primato depressione incontrollata...
      comunque, la ruota girerà pure KATIA, ma diavolo porco, quanto cacchio ci mette?

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