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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

il post che ho scritto venerdì...

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Oggi dalla parrucchiera.

Fuori il clima non sa che fare.
Piove e c’è il sole.
Fa caldo ed è umido.

Io comunque sono rossa.
Ed i capelli sono più lunghi.
E mi faccio mille selfie.
Che Retrica è fantastica, ma non sempre uso i filtri, e quando non li uso mi sento più vecchia, ma anche più io.

Ho 33 anni da poco.
2 giorni, per l’esattezza.

Mi donano.
I numeri dispari mi piacciono di più, il 3 è il mio preferito, ed ora ne ho due.

È stato un compleanno bello.
Bello come sono belle le cose inattese.
Con messaggi, telefonate, abbracci, e gesti.
E regali.
Dio come mi piacciono i regali.

Mi meritavo un bel compleanno, ed ho avuto uno strepitoso compleanno.
Che io sono una ragazza fortunata.
E lo dico con la consapevolezza che, la gioia, quando mi vede, se la scappa a gambe levate.
Ma sono fortunata, perché sono amata.
Tanto.
Amore.
La parola più bella, abusata, incompresa e sospirata di sempre.
Io amo.
Io sono amata.

Una mia amica importante,
l’ho vista a pranzo una settimana fa.
Tra uno gnocco super chic, e del salmone…

cuore in tempesta

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Sono stata a pranzare in centro,
seduta su un tavolino in piazza Duomo,
con Rudel che elemosinava pezzetti di toast,
ed io che mi lasciavo incantare dal tempo lento.

Mio.
E lento.
Lento e mio.

E' un binomio del quale molti hanno paura,
questo prendersi una pausa dal quotidiano
per regalarsi momenti di eccezionale,
e dedicare un attimo solo a noi stessi.

Quasi fosse una colpa voler stare con noi stessi.
Quasi fosse sbagliato voler non fare niente.
Quasi fosse da condannare il perderci dentro la nostra stessa vita.

Perderci dentro la nostra stessa vita...
Prenderci quella pausa per guardare quanto sta bene il cielo abbinato agli occhi,
Regalarsi quel momento per  ricordarsi che il silenzio ha un suono.
Dedicarsi quell'attimo per stare in pace.

...che la tempesta è qualcosa di meraviglioso,
potentissimo, indicibile, trascinante,...

Ed io l'amo.
Amo quel senso di precarietà che sai prescindere da tutto...
Amo quel vento che spettina e quel petto sconquassato...
Amo l'esse…

buone nuove per me

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La mia persona ha trovato casa.
Andrà a vivere con la sua.
Diventa grande.
Ed io le voglio bene più che mai.

Sto imparando a bere tanta acqua.
Mi faccio fare massaggi.
Vado dalla parrucchiera.
E a breve sarò di nuovo bella come dico io.
La manifestazione benefica ci sarà anche quest'anno.
L'ho costruita in un'altra vita e non ero certa di potercela fare.
Ma sono riuscita ad andare oltre.
E il sogno di fare qualcosa di grande, c'è.
Mi sono prestata per lavorare allo stand di un torneo. E' quello della società sportiva dove opera Paparotto Gigiotto. Sabato ci ho prestato servizio. E ne sono uscita distrutta e soddisfatta.
L'appuntamento di incontri femminili va avanti. Ci troviamo una volta ogni due settimane. Ho ritrovato belle persone, e ne ho scoperte di nuove, E la forza delle donne è bellissima.
Avrò nuovi clienti.
Sto contattando qualcuno di potenziale.
Non so se mi diranno di si.
E sono disposta a mettermi in gioco.
Domani rivedo un vecchio amico.
Che fa la part…

stavo pensando a te

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Sai qual'è il mio piatto preferito?
E cosa mi piace fare la domenica pomeriggio?

Sai con cosa mi sveglio al mattino?
E che cosa mi commuove?

Sai perché mi metto le calze indipendentemente dal clima?
E a quali persone affido le mie confidenze?

Io voglio identificarti con le canzoni che fanno venire i brividi,
non con quelle che fanno scendere le lacrime.

Io voglio identificarti con i lucchetti di Moccia,
non con il gelato del venerdì sera.

Io voglio identificarti con il sorriso di fronte a WhatsApp,
non con l'ansia al suono dei messaggini.

L'amore mi piacerebbe pensarlo come realistico,
ancora possibile,
vero nella misura in cui anche per gli altri lo sia.

Ed invece lo penso come ad una sorta di benedetta follia maledetta,
che carezza le vite altrui,
ma ha pugnalato la mia senza ritegno o rispetto.

Sono la persona sbagliata,
nel luogo peggiore,
al momento meno opportuno.

Piangermi addosso.
Facile, comodo,
a tratti la cura,
spesso la maledizione.

Perché soffro le stesse pen…