ti ricordi che male che fanno i ricordi?

Li guardo tutti i giorni i ricordi che mi ricorda Facebook.

Sono quella cattivissima arma a doppio taglio che non vorresti nemmeno aprire, 
perché tu lo sai che ci sarà almeno una cosa che ti farà sentire come il primo ad uscire dal reality show di turno , 
ma non puoi fare a meno di guardare... e guardi!

Stai lì, 
crogiolandoti tra la piacevolezza di un pensiero un po’ sopito dal tempo, 
il rimpianto per una persona che non hai più nella tua vita, 
la malinconia per una persona che non sei più tu... 

Sono dolori discretamente dolorosi quelli che si porta appresso il passato, 
dolori che non si curano ne con lo shopping ne con l’alcol, 
ne con la somma di tutte le frasi motivazionali che traboccano dai social...

Dolore e passato, 
un connubio che conosce bene chiunque, 
un sodalizio tra la ragionevole consapevolezza del fatto di non poter cambiare ciò che fu,
e l'insensato desiderio di farlo...

E da quel binomio, 
dalle sensazioni che ci inducono a provare,
dalla certezza dell'incertezza vacante, 
da lì, si possono prendere due direzioni: 
Sviscerare o accettare.

Ci si può chiedere 
se un anno fa, avremmo mai immaginato che saremmo stati queste persone qui... 
quelle che vediamo riflesse allo specchio del bagno, ed in quello che abbiamo appeso dentro...

Possiamo farci domande 
sul momento esatto che ha cambiato tutto... 
e se sfiga vuole, possiamo anche rischiare di riviverlo, 
magari un martedì qualsiasi, fermi ad un semaforo con lo smartphone alla mano...

...oppure...

Possiamo pensare che 
la somma di tutto il dolore, gli errori, le sventure, le sconfitte e le doverose prese di coscienza, 
non possano essere arpioni che ci ancorano al passato, 
ma fango, sopra il quale elevarci per arrivare in alto.

Possiamo decidere di 
allargare le braccia ed abbracciare il mondo, 
invece di irrigidire le spalle, 
incassare la testa e piangere come se servisse davvero...

La scelta è nostra.
Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?
Utilizzo del passato come fionda,
che ci darà al futuro, 
con i panni che abbiamo iniziato ad indossare,
o pressione del passato, come colpa, 
che non riusciremo mai e poi mai a disilludere?

Commenti

  1. È vero, la decisione spetta a noi: ricordando che siamo, oggi, quel che siamo... proprio grazie (in bene e in male) a quel passato.

    Moz-

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  2. A me i ricordi di Facebook mi fanno venire un sorriso pensando a quella cosa, più che altro perché penso spesso che -nel bene o nel male- oggi non sarei la stessa persona senza quei momenti vissuti.

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  3. Cara Patalice, per me i ricordi mi tengono giovane e sogno di continuare.
    Ciao e buona settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  4. E' una scelta, certo. Una scelta che si prende pian piano, giorno dopo giorno. Forse dopo aver pianto abbastanza, dopo aver capito che quella strada lì serve ma che non è mai quella risolutiva. Si ricomincia davvero a vivere quando si alza la testa.

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  5. i ricordi di facebook secondo me sono posseduti. Se ne escono cose et robe quando non dovrebbero e ti danno la mazzata finale . Ogni tanto si li guardo con tenerezza ma spesso mi parte un fanculo liscio e senza ghiaccio...

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  6. io sono in quella fase in cui so che ci sarà un giorno in cui mi dirò meno male che è andata così, ma continuo a pensare "come cazzo facevo ad essere così fottutamente felice un anno fa..." e mi piglia la tristezza!

    A proposito di ricordi (ma di quelli belli) ti ho nominato per un giochino, se ti fa piacere

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  7. a me piacciono i ricordi. sempre. tutti. anche quelli difficili, anche quelli dolorosi. perché? perché sono la vita. la mia. la sola che mai avrò, quella che ho vissuto. ....

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  8. A volte è dura, perché certi ricordi fanno male, aprono ferite che credevi chiuse. O magari ti mettono semplicemente malinconia. Ci sta, si va avanti, si cerca di non perdere il sorriso.

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