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amico...

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Avevi deciso che saresti diventato mio amico.

Deciso.

...che uno dopo il ventiseiesimo pacco dovrebbe averla capita,
che una si domanda ancora adesso se l'amicizia la puoi decidere... 

Ma tu avevi deciso, 
e come mi sarebbe capitato di intuire svariate volte durante il decennio successivo, 
tu hai la testa molto molto dura.

E siamo diventati amici.

Inseparabili.
Sempre insieme.
Quello che fa tito fa tato.
Per i più, difficilissimo capire questo rapporto simbiotico, 
che era il mio sine qua non
e che mi vantavo di proteggere con le unghie e con i denti.

Tu c'eri 
Io c'ero
Noi lo si sapeva 
Gli altri?
Beh gli altri ci gravitavano intorno, ma la terra eravamo noi.

Quello che capiva i miei niente 
Quello che sviscerava ogni situazione
Quello che cercava di salvarmi da me stessa
Quello che eri tu...

Io ho sempre detto che, 
quello là, il nostro Amico, 
è la mia anima gemella, 
perché siamo uguali, testardi nell'auto distruzione, maniacali, 
con i ritmi abitudinari e serrati, di una fedeltà muta ass…

appunti a margine

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Frida Kahlo diceva che non avrebbe saputo che fare senza l'assurdo.
Nella fortunata abbondanza delle parole lasciateci da quel genio incommensurabile,  questo concetto mi ha fatta particolarmente sua.
E così ho deciso di dedicare un pezzo di pelle all'artista messicana,  e sono in cerca del disegno giusto per tatuarmi.
Per la prima volta su questi schermi con il consenso,  anzi l'approvazione della SuperMamma.


Ieri sera ho sentito per la prima volta "Marta", di Venditti,  e pochi minuti dopo una stella è caduta ed io l'ho vista.
È stata Jn a farmi riflettere sul collegamento tra la mia amica che non c'è più,  ed un suo possibile regalo celeste,  in un momento nel quale avrei così bisogno di un piccolo miracolo,  mia sorella che non crede nelle coincidenze ma nei segni del destino si,  mi ha fatta pensare che sperare di credere è una speranza,  non così vana per quanto vaga.

Camminando per Verona,  in un tardo pomeriggio di bocconi consumati ed acquisti mancati…

giovedì di cinema condiviso... Ford+Cannibal Kid+Patalice=love

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...qualche giorno fa ho ricevuto una richiesta di amicizia su Facebook...

Era Kid, Cannibal, Marco, Goi...
mille pseudonimi per una personalità dalla penna affilata e spiritosa,
con un gusto ricco per il cinema, ed un panorama condiviso,
capace di regalare sorpresa.

Mi ha chiesto di far parte della rubrica del giovedì,
quella che lui, e quel vecchio cowboy disastrato che è Ford,
tengono da parecchio tempo, negli ultimi periodo coadiuvati da un guest,
che magari poco ed un cazzettone sa di cinema... ma che ci si diverte comunque.

Come la sottoscritta.

Io amo il cinema.
Ci vado una, alle volte due volte la settimana, ma non sono certo un critico, tutt'altro...
Comunque questo è il testo che abbiamo tritticamente condiviso,
e cliccando sui nomi dei miei due compagni di post, potete raggiungere i miei eroi...
ma guai a voi se dite loro che li ho chiamati così...
non se lo meritano!

...ecco il materiale comune ed accomunato...
Leggete e prendetene tutti,
questa è la mia opinione,
offe…

non c'ero ma l'ho amato: Ferragnez Wedding

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Sono una persona banale.
Parlo dei Ferragnez e del loro matrimonio.

Sono stati belli,
emozionati e più veri di quanto i presunti leoni da tastiera possano aver espresso nei loro commenti e post vari ed eventuali...
indubbiamente, poco liberi perché imprigionat(issim)i nel loro ruolo di influencer, ma per una che schifa l'acqua e sapone style,
icone di riferimento per eccellenza...
imprevedibilmente simpatici e naturali, sotto l'obbiettivo degli smartphone di tutti gli invitati obbligati a postare tra Instagram stories e profili Facebook.

Ho invidiato i dettagli tutti personalizzati,
i pupazzoni ad immagine e somiglianza di Fedez e Chiara,
il gate Alitalia, le tazze ed i piatti a mo' di royal wedding,
i kit sul volo, le M&M's e tutto quanto...
per un'egocentrica come me è oro che cola!

Avrei fatto carte false per poter cambiare 3 abiti...
e che abiti!
Uno più bello dell'altro,
in special modo il secondo ed il terzo,
così freschi fantasiosi e lontani dalla n…

colorando l'inizio

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Settembre è il lunedì dell'anno.

...e detto così si rafforza lo schifido intorno al suddetto mese...

Per tutti ma non per la sottoscritta,
che non solo ha sempre avuto un debole forte per il primo giorno della settimana,
ma anche per il nono mese dell'anno.

A me piace l'inizio.
Mi piace qualsiasi inizio.
Tutti ed ogni inizio.
Indistintamente.

Mi piace iniziare.

Mi fa sentire incredibilmente bene,
e mi illude che qualcosa possa cambiare,
che qualunque cosa potenzialmente possa cambiare.

La palestra che riapre.
Le nuove collezioni nei negozi.
Un corso di yoga da provare.
Le lezioni di danza da fissare.
L'abbozzare nuovi propositi.
La ripresa della routine tra cinema e giornate sempre uguali.
L'abbronzatura che scema.
Le coperte più pesanti.
La nuova agenda in borsa.
Nuovi clienti da trovare.
Gli attestati da meritarsi.
L'appuntamento con la parrucchiera e con la ragazza che mette le extension alle ciglia.
Le tazze di Ciobar sul divano.
I programmi tivù trash che…

non più un ricordo lontano

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...la singletudine...

Che una a 33 anni,
un vestito bianco straordinariamente bello e costoso sepolto nell'armadio,
ed un mutuo che dilania il conto in banca,
pensa che la singletudine sia solo un ricordo lontano lontano.

E invece no.

La vita rivela il suo sorriso più ironico mentre siamo girati dall'altra parte,
cioè che tipo siamo impegnati nella routine e nella quotidianità,
e ad un tratto il rinculo colpisce laddove non ce lo aspettavamo...

Non in questo modo quanto meno.

Ma no,
non ci soffermiamo sulla triste mestizia della separazione e su tutte le sue nefandezze,
ma volgiamo invece lo sguardo sulle conseguenze,
che nolenti o volenti,
si sono verificate.

Singletudine.

Ebbene si.
Dopo 7 anni sono single.

Strano.
E' decisamente strano essere single.

MA
come mi ripetono tutti da un po'
arriverà il momento in cui non sarà più strano,
anzi sarà vagamente eccitante essere single...

...e forse il momento è ora...

E'estate,
fine estate.

Il dolore è scemato,
anzi si è…

a parte questo ho detto tutto

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Fare giardinaggio non è poi tanto male.
Anzi.
Strappare erbacce è terapeuticissimissimissimo...
E manovrare una cariola è divertente.
Parecchio.

Quando il mio ex marito se n'è andato,
da grandissimo infinitissimo bastardo,
alla chetichella mentre io ero ad un noiosissimo corso della sicurezza,
la Casa è rimasta la Casa.

Mia, sempre e comunque mia,
perché arredata con cose scelte sopratutto da me,
e con la volontà di rimanerci nonostante ci vivessi con lui...

E invece la Casa ha cominciato a diventare ostile,
antipatica, stretta, inospitale, a sua immagine e somiglianza...
e tutte le volte che ci entravo avevo voglia di uscire.

Per qualche mese ho trovato mille impegni,
ho detto mille e mille si a qualunque proposta,
e sono uscita con persone e persone e persone e persone,
pur di non rimanerci,
pur di svuggirci...

E' stato estenuante,
mortificante nella ricerca di un senso vacante,
ed ho pensato di andarmene,
di chiuderla nel passato,
cercando una nuova sistemazione,
la possib…